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IL CAMPIONE DEL MONDO 2006 E MULTI CH. TAMBURELL e i cani dell'allevamentoDECHILAsono seguiti da :  MEDICO VETERINARIO
DOTT. ANTONIO ROSSELLI  STUDIO IN  AVERSA (CE)  tel 0815037970
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new puppies 2010 arrow Il Briard come il Pastore tedesco?
Parliamo ad esempio del Pastore tedesco PDF Stampa E-mail

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Commento all'articolo tratto dagli archivi W.D.  di Salvatore Marfoglio Dr. in Veterinaria e allevatore di P.T. e futuro proprietario di Briard 

L'articolo che alleghiamo  , gentilmente recapitatoci  ,   ci chiarisce perchè in zootecnia assume rilevanza l'argomento "  dell'importanza degli stalloni " più volte affrontato e dibattuto   e  che in allevamento,  (inutile affermare che lle femmine  o meglio le fattrici  in riporoduzione ,  partecipano al 50 % nella trasmissione del patrimonio genetico) il dato  ritenuto   vincente è un altro ,  e , che da un indicazione non solo numerica,  è la precentuale di riproducibilità di un soggetto , un  fenomeno fatto   di numeri  , di statistiche e di aritmetica .  Analisi su cui si fonda  anche un ramo specifico della genetica  e dei suoi principi chiave .  Chiariamo meglio il concetto con un  esempio : Una fattrice adulta cioè dai due anni in poi ,   nella migliore delle ipotesi darà alla luce ,  nella sua  carriera riproduttiva ,  cioè fino a 6, massimo 7 anni ( ma gia è un limite molto alto ) una media ottimale di 55-70  cuccioli  ( nel caso della maggior parte dei  cani da pastore di medio-grande  taglia  ) che con due ,  tre   stalloni  diversi ,  influenzerà il sangue al  , di due o tre linee direttrici di "sangue " , ovviamente è  inutile sottolineare che , allevatori avventori ,  seppur storici ,  senza scrupoli ,  spingono le fattrici fino a 7 o 8 anni vanificando la "giusta pensione " e  producendo cuccioli ,  solitamente    non sani o poco vitali , ovviamente qui si parla di medie .

Giocoforza  ,  l'importanza del maschio  nei cani , ma ,   come in ogni altra specie in  allevamento zootecnico ,  è senza dubbio di grande rilevanza ,  perchè sostanzialmente  si parla di altre cifre  ,  anche perchè  lo stress riproduttivo ,  nel maschio , si limita a pochi istanti specifici , e comunque uno stallone a fine  carriera 7 o otto anni ,  che abbia prodotto in modo intensivo  , ha dato il contributo alla nascita mediamente  di 220- 280 cuccioli  se non 300 e più ,   in razze il cui risultato  cinofilo è molto evidenziato anche dai club di tutela   ,  in cui le pianificazioni sono verticistiche , e scelte di allevamento non sono dettate   da una sparuta scelta individuale , sono  come dire "sociali" che apportano delle indizazioni sull'allevamento in senso globale , e visto che i numeri sono un dato importante  auspichiamo  , che per il Briard  come per il P.T. che  le scelte degli stalloni  , e,  delle qualità intrinseche di ciascuno di essi , siano evidenziate ed universalmente riconosciute , ma sopratutto il lavoro di pianificazione insito nella cultura   nord europea , ( tradotto poi , significa collaborazione tra allevatori , privati , aziende , giudici , handlers e appassionati in genere ,  non pianificazione  per  accentramento di poteri ) ci sia anche per il ns. beniamino Briard  ( ma ciò  , ad onor del vero ,  vale per molte razze) e la strada maestra sia una sorta di collegiale ed enorme allevamento mondiale , fruttifero sia in termini qualitativi , che quantitativi  . Concludendo questa breve introduzione , abbiamo la speranza come appassionati , che in altre razze come il P.T.  ,  giuste  o meno  , le indicazioni di percorso esistono e sono delle strade  da seguire ,   con  costanza  , senso critico , ma , visto i risultati ,  sono  delle vie maestre , che se  scevre da  mitismo e da illuminazioni personalistiche , ( che a tutt'oggi influenzano negativamente delle scelte) abbisognano di rapporti ponderali e qualitativamente  equilibrati . Il  ns. rammarico per il briard è che con un cane di "questo livello" ,   l'affidamento al club di  razza Italiano ( ma non è il solo club  ) è senza dubbio un affidamento fiduciale  che ne risente di troppi individualismi e di troppo poche linee di pensiero  ,  ragion per cui  se  il Club Italiano denominato B&A (Briards e Amici ) ha la stessa direzione manageriale da più di 20 anni , è sintomatico di una mancanza di dialettica nel suo interno e ciò che sembrerebbe un fenomeno di stabilità è senza alcun dubbio  , un modo riduttivo di concepire l'alternanza  e la continuità dialettica per migliorare  e valorizzare la razza del PASTORE DI BRIE .

S.Marfoglio

Introduzione di Alfonso Velardi 

Dall'Archivio di Work Dogs un articolo sintetico , ma non privo di fondamentale " resa fotografica" di una razza del suo percorso , narrato  si , con senso critico , ma anche  con profondo rispetto che i numeri , la qualità e l'esperienza hanno in seguito prodotto  , da quel lontano 1899 e dal suo "Creatore " ad oggi , livelli mai raggiunti  da nessun altra organizzazione cinofila  pari alla  SV o la SAS  e non solo in termini numerici , qualcuno ha detto a proposito del Briard (e sicuramente non in tono campanilistico , ne polemico ) che se la Francia patria del Briard fosse meno individualista oggi il Briard avrebbe un'altra storia ed un altro futuro . Noi  ci limitiamo a evidenziare semplicemente dei dati salienti che scrittori-esperti quali M.de Cillis sottopongono ad un vasto pubblico  e da cui noi traiamo enormi vantaggi come lettori -appassionati di cinofilia , prima di tutto  , e di Briards poi ,  e da cui con molta modestia  bisognerebbe trarre insegnameno , poichè dietro alla  storia ed al successo di una razza , c'è sempre un enorme lavoro di squadra .

Alfonso Velardi

Pagina 1 Autore Mauro de Cillis
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archivio del Giudice -allevatore mauro de Cillis
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